C’è un momento, in una ristrutturazione, in cui il pavimento nuovo è già posato e i muri sono ancora al grezzo. Chi ci passa in mezzo lo sa: è la fase in cui si fanno i danni.
La situazione iniziale
A Senago siamo entrati in un appartamento grande a lavori quasi finiti, ma non del tutto. Il grès porcellanato lucido effetto Calacatta era già posato ovunque, in grandi formati, bianco con venature grigie e ambrate. Un pavimento che riflette come uno specchio e che, proprio per questo, non perdona niente.
I bagni erano finiti: rivestimento in grès effetto marmo a tutta altezza, sanitari sospesi già montati, attacchi doccia a parete. I serramenti in alluminio antracite erano in posa, con i frangisole a lamelle orientabili già installati.
Le pareti no. Erano ancora rasate a gesso, con le stuccature sulle giunzioni del cartongesso ben visibili e le toppe bianche intorno a ogni scatola elettrica. Anche il controsoffitto a cassettoni mostrava le fasce di stucco. Gli imbianchini dovevano ancora arrivare.
Perché abbiamo diviso il lavoro in due
La cliente ci ha chiesto la pulizia di fine cantiere, e la richiesta corretta sarebbe stata: fatela dopo gli imbianchini. Solo che il pavimento era lì da settimane, esposto al passaggio delle maestranze, e ogni giorno in più su un grès lucido conta.
Abbiamo proposto di dividere. Prima sessione subito, per togliere il grosso di quello che il cantiere aveva già lasciato e mettere il pavimento al sicuro. Seconda sessione dopo la tinteggiatura, per la passata di fino.
È la pulizia che una ristrutturazione si porta dietro organizzata sulle date del cantiere invece che su un calendario nostro, e in un caso come questo era l’unico modo di non buttare via il lavoro.
Come abbiamo lavorato
Nella prima sessione siamo partiti dall’alto: controsoffitto, cornici, la parte alta dei serramenti. Poi i frangisole in alluminio, lamella per lamella. Sono decine di lamelle sottili per ogni finestra: la polvere di gesso ci si posa sopra e con un getto d’acqua si trasforma in colature che restano.
Sui vetri delle scorrevoli e sulla portafinestra abbiamo lavorato dall’interno e dall’esterno, salendo sulla scala per arrivare al cassonetto.
Nei bagni, il grès effetto marmo è stato lavato dall’alto verso il basso e i sanitari sospesi ripresi anche sotto, nella parte cieca tra il fondo e il muro, che dopo diventa scomoda da raggiungere.
Poi il pavimento. Lavato a fondo per ambienti interi e asciugato subito, senza lasciare acqua ferma sulle venature.
Il passaggio finale della prima sessione è stato la copertura. Abbiamo steso su tutto il grès un tessuto non tessuto pesante, fissato ai bordi con nastro di carta a bassa aderenza, sovrapponendo i teli e chiudendo le giunzioni. È una protezione che regge il passaggio con le scarpe da lavoro, assorbe le gocce di pittura invece di lasciarle scivolare, e si toglie senza lasciare residui di colla.
Un lavoro analogo lo avevamo fatto per lo stesso servizio in un appartamento di Novate Milanese, anche se lì il cantiere era chiuso del tutto.
La seconda sessione
Torneremo quando gli imbianchini avranno finito. La copertura verrà rimossa e portata via, e a quel punto si farà la passata di fino: schizzi di pittura sui battiscopa e sulle placche, polvere di carteggiatura su davanzali e telai, e il pavimento lucidato una seconda volta, questa volta a casa pulita, con i mobili ancora fuori.
È il momento in cui il grès Calacatta prende l’aspetto che avrà il primo giorno in cui la proprietaria entrerà con le chiavi in mano.
Serviamo anche i comuni intorno a Senago
Lavoriamo in tutta la fascia nord-ovest della provincia: Bollate, Paderno Dugnano, Limbiate, Cesate, Garbagnate Milanese e Cormano. A Senago avevamo già seguito l’altro appartamento di Senago che abbiamo raccontato, in una situazione molto diversa da questa. Sempre qui, in una casa già abitata, ci hanno chiamati per rimettere il colore a un angolare in microfibra chiara.
Domande frequenti
Conviene fare la pulizia di fine cantiere prima o dopo il passaggio degli imbianchini?
Dopo, se si può aspettare: la tinteggiatura produce schizzi e polvere di carteggiatura, e pulire prima significa rifare. La deroga è quando c’è un pavimento delicato già posato e i lavori vanno per le lunghe. In quel caso conviene una prima pulizia con posa della protezione, e la passata di fino a imbiancatura conclusa.
Come si protegge un pavimento già posato mentre i lavori continuano?
Con tessuto non tessuto pesante steso su tutta la superficie, teli sovrapposti sulle giunzioni e nastro di carta a bassa aderenza solo sui bordi, mai sul pavimento in campo. Il cartone si sfonda con l’umidità e il nylon fa scivolare le gocce di pittura invece di assorbirle; il tessuto non tessuto tiene entrambe le cose e si stacca senza lasciare colla.
Due sessioni di pulizia costano il doppio di una sola?
No, perché non sono due lavori uguali ripetuti. La prima è l’intervento pieno, la seconda è una passata mirata su quello che la tinteggiatura ha lasciato: dura molto meno e impegna meno persone. Nel preventivo le mettiamo separate e distinte, così si vede quanto pesa ciascuna, e il confronto con la sola sessione unica lo si fa a numeri sul tavolo.
Richiedi un sopralluogo gratuito
Se hai un cantiere aperto a Senago o nei comuni vicini e non sai in che momento inserirci, chiamaci prima di decidere le date con le altre maestranze: spesso basta spostare di qualche giorno per risparmiare un intervento. Il sopralluogo è gratuito e il preventivo lo costruiamo sul calendario reale dei lavori.
















