Nel giardino le piantine erano appena state messe a dimora, fra la terra ancora smossa. Dentro, le porte-finestre bianche che danno sul portico hanno le inglesine: ogni anta è divisa in sei o otto riquadri di vetro, e ogni riquadro ha quattro bordi dove la polvere del cantiere si ferma.
È una villa nuova a Binasco, al piano terra, con il portico sul giardino e un balcone in vetro al piano di sopra. I lavori erano finiti. La casa andava resa abitabile.
La villa
Dentro, un pavimento in gres grande effetto pietra, lo stesso in tutte le stanze. Una cucina con la penisola in rovere e le colonne grigio antracite, il forno in colonna. Lampade a sospensione in vetro sopra il tavolo. In camera una parete intera di carta da parati a foglie tropicali, bianca e nera, e il letto ancora nell’imballo.
Una casa nuova va pulita come una ristrutturata: tutto è nuovo, ma tutto è passato per il cantiere. È il lavoro che facciamo con le pulizie per chi entra in una casa costruita da zero, prima che arrivino i mobili.
Le porte-finestre a inglesine, vetro per vetro
Le inglesine sono il lavoro più lungo di tutta la casa. Una porta-finestra normale ha due vetri grandi; una con le inglesine ne ha decine di piccoli, ognuno con il suo telaio, e il tergivetro non ci entra. Si lavora a mano, riquadro per riquadro, con il panno in microfibra e un detergente per vetri, passando con attenzione sugli angoli, dove restano i residui di silicone della posa e le etichette dei serramenti.
Poi i telai bianchi, le guarnizioni, le maniglie, e i binari a terra, dove dopo un cantiere si fermano sabbia e trucioli. Stesso lavoro su tutte le porte-finestre verso il portico, dentro e fuori.
La carta da parati, senz’acqua
Sulla carta da parati la polvere del cantiere si vede poco, ma c’è. E non si lava come una parete tinteggiata: l’acqua può macchiarla o farla staccare ai bordi. L’abbiamo spolverata a secco, dall’alto verso il basso, con una spazzola morbida e il panno asciutto. Lungo le giunture fra un telo e l’altro si lavora con ancora più attenzione, perché è lì che la carta si solleva.
Pavimenti e portico
Il gres effetto pietra, dentro, ha le lastre grandi e poche fughe. Aspirazione, poi lavaggio con un detergente per residui di cantiere e asciugatura, per togliere il velo opaco della posa. Sotto il portico lo stesso, con qualche passata in più vicino all’ingresso, dove si entrava con le scarpe da cantiere.
Il risultato








A fine lavoro le porte-finestre erano trasparenti in ogni riquadro, e dal soggiorno il giardino si vedeva come se i vetri non ci fossero. La carta da parati è rimasta intatta, senza una macchia. Il gres aveva perso l’opacità della posa. La villa era pronta per il trasloco.
Serviamo anche Rozzano, Lacchiarella e il sud-ovest
Binasco sta sulla strada per Pavia, e lavoriamo in tutti i comuni attorno: Casarile, Zibido San Giacomo, Noviglio, Lacchiarella, Vernate. Qui abbiamo seguito anche una riconsegna fra due inquilini qui a Binasco, e più su trovi tutti i servizi che seguiamo a Rozzano, pochi chilometri più a nord.
Si può pulire la carta da parati dopo i lavori?
Sì, ma quasi sempre a secco. La polvere di cantiere si toglie con una spazzola morbida o un panno asciutto, dall’alto verso il basso. L’acqua va usata solo se la carta è dichiarata lavabile, e comunque con un panno appena umido: su quelle non lavabili lascia aloni e può far sollevare le giunture. Prima di pulire, conviene controllare il tipo di carta.
Richiedi un preventivo gratuito
Se ti stanno consegnando una casa nuova a Binasco o nei dintorni, o hai appena finito di ristrutturare, contattaci per un sopralluogo gratuito. Guardiamo serramenti, pavimenti e rivestimenti e ti prepariamo un preventivo personalizzato prima del trasloco.


